IL WAFER

IL WAFER

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Termine di origine inglese che indica un biscotto leggero, generalmente di forma quadrata o rettangolare, composto da due cialde soffici e friabili, imbottite di crema di vari tipi. La sua origine risale all’antichissima arte dei cialdonai, i quali fin dal ‘400 confezionavano in tutte le contrade europee dei sottili cialdoni, particolarmente fragili e croccanti, fatti cuocere al diretto calore del fuoco, con l’aiuto di caratteristici stampi a tenaglia. I cialdoni, recanti stampati sulla superficie dei piccoli disegni a reticolato o a losanghe, furono immediatamente chiamati “wafer”(soprattutto in Inghilerrra), per la loro approssimativa struttura a nido d’ape che assomigliava al tipico disegno del “favo di miele” (waba nella lingua del tempo). 

La ricetta: fare un impasto costituito da farina, zucchero a velo, uova, lievito di birra, e profumo di vaniglia. Cuocerlo velocemente, di volta in volta in piccole quantità, entro appositi stampi a libro, simili ai ferri per cialde (dimensioni cm. 30x40 circa), riscaldati a gas o elettricamente. Quando i fogli di pasta saranno leggermente dorati, farli raffreddare. Unirli a due a due dopo averci spalmato in mezzo un ripieno di crema alla vaniglia, alla nocciola, o alle noci. Successivamente tagliare i fogli ricavandone piccoli rettangoli, quadrati o formelle rotonde. I wafer possono essere serviti con l’accompagnamento di una tazza di cioccolata o una coppa di gelato